Sezione: Bambole in celluloide
La celluloide - nitrato di cellulosa canforata - è stata largamente utilizzata per la produzione di bambole. Impiegata per la prima volta nel 1869, non era destinata alla sola produzione di bambole, bensì per la fabbricazione di oggetti d'uso comune in sostituzione di altri materiali quali osso, avorio, tartaruga.
Le maggiori produttrici di bambole e giocattoli in celluloide furono le aziende tedesche: la Rheinische Gummi und Celluloid Fabrik, con la caratteristica tartaruga, racchiusa in un rombo, quale marchio di fabbrica; la J.D. Kestner, la Buschow & Beck (Minerva), contraddistinta da un elmo alato.
Anche Francia, Inghilterra e Stati Uniti ebbero una fiorente industria della celluloide, mentre in Italia si conoscono la I.N.C.A. (Industria Nazionale Celluloide ed Affini) di Gazzada (VA), che ha come marchio di fabbrica un elefante, La Sita & Montoli di Treviglio (BG), la Francesco Bardelli, anch'essa già attiva a Gazzada, che marcava i propri prodotti con un cigno racchiuso in un cerchio.
Il Giappone poi produsse milioni di minuscole bambole in celluloide, intorno agli anni '30/'40: fabbricate in serie, di piccole dimensioni e realizzate in maniera piuttosto grossolana, erano destinate soprattutto al mercato occidentale.
La celluloide, materiale altamente infiammabile, fu soppiantata dall'avvento dei materiali plastici, più sicuri e affidabili, verso la metà degli anni '50.

Collagio, cartapesta,
legno e vetro
cm 33
Quarto decennio del XX secolo.