Sezione: Bambole con corpo in stoffa
La necessità di trovare composizioni alternative al biscuit porta la Furga ad utilizzare la cartapesta ed il cartone pressato: ricoperti in feltro oppure dipinti direttamente, sono questi i materiali con i quali l'industria cannetese affronterà gli anni '30 e buona parte del decennio successivo.
La carta è economica e, soprattutto, la famiglia media italiana non può permettersi l'acquisto di bambole e giocattoli particolarmente costosi.
Affiancata a questa, inizia per la Furga una produzione di bambole con testa in cartone pressato, gessato e dipinto, e corpo in stoffa imbottito con truciolo di legno.
La realizzazione dei corpi avviene cucendo insieme, dal rovescio, i vari pezzi di stoffa e quindi rivoltati. L'imbottitura veniva facilitata dall'uso di speciali ferri per distribuire in maniera uniforme il truciolo.
Braccia e gambe sono uniti al busto da un filo di ferro, piegato all'estremità su di una rondella, anch'essa in ferro, per proteggere la stoffa ed evitarne la lacerazione. Le dita delle mani sono unite, delineate da cuciture: solo il pollice è isolato.
La testa, invece, che è del tipo con le spalle, viene fissata direttamente al corpo mediante colla e chiodi. In esemplari con collo a flangia, invece, la testa è stretta da una corda alla chiusura del busto in stoffa. I tratti del volto sono dipinti a mano, mentre la coloritura generale è data a spruzzo. Le parrucche, incollate sulla testa, sono in lana mohair.
Le bambole più grandi hanno generalmente testa in pastello, ma il corpo continua ad essere di stoffa imbottita. Le bambole più piccole, invece, hanno testa e busto in cartone pressato in unico pezzo, con arti in stoffa imbottita.
Il pastello è una composizione di terra di Vicenza, segatura, scarti di cotone, colla di farina ed amido. Mescolando questi elementi si otteneva una pasta morbida che, tirata a sfoglia, veniva pressata in appositi stampi e lasciata ad essiccare. Anche in questo caso si procedeva con il sistema delle due metà (anteriore e posteriore), successivamente incollate.
Costruite con materiali cosiddetti poveri, queste bambole sono abbigliate altrettanto poveramente, con abiti semplici, confezionati spesso con stoffe poco pregiate e con appena qualche elemento decorativo nel colletto, o l'inserimento di brevi pizzi e di piccole gale. Abiti più elaborati avrebbero richiesto un impiego maggiore di tempo nella loro confezione. Alcune bambole indossano, addirittura, mutande in carta crespata, bordate da nastrini in raso cuciti, segno che, anche nella loro povertà, c'era una certa cura dei particolari. Nelle gambe di alcuni esemplari, tre diversi tipi di tessuto, cuciti insieme, segnano l'arto, la calza e la scarpa. Le scarpe sono sostenute, all'interno, da una soletta in cartone.
Le bambole con corpo in stoffa imbottita sono state prodotte nello stesso modo per oltre un decennio, non solo dalla Furga, ma anche dalle altre industrie cannetesi come la A.G.A. (Accomandita Giocattoli e Affini) che, attiva dagli anni '30, produceva bambole, cavalli e giocattoli in legno.
Ancora alla fine degli anni '40 e nei primi anni '50 piccole ditte locali, che proprio in quegli anni andavano nascendo ed affermandosi: la Zanini e Zambelli e la F.I.B.A. (Fabbrica Italiana Giocattoli e Affini), iniziano la loro impresa producendo proprio queste bambole dalla testa in cartone pressato e con corpo in stoffa.
Ovviamente esistevano già in commercio bambole in materiali plastici, o in composizioni, più moderne ed elaborate, ma quelle in stoffa erano decisamente le più economiche e, nell'Italia del dopoguerra, continuarono ad avere un certo mercato.

Bambole con testa in cartapesta
e corpo in stoffa imbottita
in truciolo di legno
Furga, anni '30