Sezione: Bambole in legno
Le bambole tedesche della fine del '700, intagliate nel legno, ricoperte di gesso e colorate, sono definite dutch che, in inglese, significa olandese, ma che potrebbe essere una corruzione del termine tedesco deutch (tedesco, appunto), e ne indicherebbe quindi il paese d'origine. Ma al di là di questo bisticcio di nomi, è universalmente accettato il termine di bambole olandesi con il quale si definiscono bambole in legno con giunture a perno alle spalle, alle anche e, in alcuni esemplari, ai gomiti ed alle ginocchia.
Le bambole olandesi sono caratterizzate da una struttura molto semplice: interamente in legno, hanno arti appena abbozzati ed uniti al corpo - generalmente lasciato grezzo - mediante perni che ne permettevano il movimento.
Queste bambole erano diffuse in tutta Europa e, nell'esperienza italiana, venivano tradizionalmente intagliate e tornite da artigiani della Val Gardena e poi vendite nei mercati e nelle fiere paesane.
L'artigianato della Val Gardena è l'unico esempio di produzione organizzata nell'Italia del '700 e dell'800. Mentre nel resto d'Europa gli artigiani iniziano a produrre bambole in legno su larga scala, costituendosi addirittura in corporazioni e ponendo le prime basi per un'industria destinata ad una rapida espansione, in Italia si sviluppa un artigianato del legno quasi del tutto assorbito dalla produzione di statue sacre e da presepe, pupi, marionette e burattini.


"Bambole olandesi" in legno
Val Gardena
Prima metà dell'800
