Sezione: Bambole in vinile

La vera rivoluzione nell'industria del giocattolo avviene alla fine degli anni '50, con l'applicazione del cloruro di polivinile - meglio conosciuto come PVC o vinile - e la Furga fu una delle prime aziende a produrre bambole in questo materiale. Per la fabbricazione di bambole si usa il plastisol, ottenuto dall'unione di PVC in emulsione con plastificanti, stabilizzanti e coloranti. Per le sue prime bambole la Furga utilizzò il sistema cosiddetto a trasvuoto. Si riempiva quindi con il plastisol uno stampo, precedentemente riscaldato per due o tre minuti. Il plastisol andava ad aderire alle pareti dello stampo, formando il pezzo, mentre il materiale in eccesso veniva svuotato manualmente. Lo stampo veniva quindi posto in forno per la cottura definitiva. In seguito venne introdotto lo stampaggio a rotazione, tuttora utilizzato: una prefissata quantità di plastisol viene immessa nello stampo attraverso un foro, corrispondente ai punti di giuntura della bambola. Lo stampo è a sua volta fissato su una giostra rotante che, collocata all'interno di un forno, effettua un movimento di rotazione e rivoluzione. Per effetto di questo movimento il plastisol aderisce alle pareti dello stampo e raggiunge lo spessore voluto in base alla quantità di materiale immesso Le prime bambole prodotte in vinile avevano solo testa ed arti in questo materiale, mentre il corpo era ancora in stoffa imbottita. I capelli, in nylon, sono ora radicati - cuciti mediante una apposita macchina - direttamente sulla testa. Testa ed arti si inseriscono sul corpo mediante un sistema ad avvitamento. Il trucco è dato a spruzzo o a mano, con l'ausilio di apposite maschere.


Lisa, Lucia, Susanna, cicciotto Furga, 1965 - 1975
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